Teoria della fragilità. Un saggio su cui meditare
Molteplice. Tecnologica. Fragilità: rivoluzionaria nella sua duale indifferenza, teneramente e duramente immersa nella storia dell’intera umanità, come avvolta in un eterno ossimoro. Fragilità come lotta che si ripete nei rapporti fra l’uomo e il potere, fra capitalismo e natura, fra passività e ribellione.
Ugo Ferrero
2/6/20262 min read


Riceviamo e volentieri pubblichiamo la recensione - finora inedita - di Ugo Ferrero al libro di Roberto Gramiccia, Teoria della fragilità. Alla ricerca di un potere nascosto (Diarkos, 2025)
Appassionato. Vibrante. Analisi attenta di quel che c’è sotto la punta dell’iceberg, “alla ricerca di un potere nascosto”, come recita il sottotitolo del saggio.
Chiarificatore. Stratificato. Punto di vista molteplice che coglie il nitido e reale concetto di “uguaglianza” sintetizzandolo in un unico lemma: fragilità.
Stimolante. Rivelatore. Chiaro ma al tempo stesso provocatorio: chi non custodisce delle fragilità nel profondo del proprio essere? Come le nasconde? Come le trasforma da infinito sgomento in Arte, Filosofia, Scienza, Politica?
Una molla: ecco, la fragilità è un meccanismo che scattando rende visibile il nucleo profondo e multicolore del nostro essere, individuale e sociale, una sorta di essenza che tutto unisce e che, di conseguenza, si manifesta come l’effettiva ed unica origine di ogni cosa.
Individualità. Socialità. Follie di cui è disseminata la Storia fatta di fascismi e dittature, di improvvise e impensabili soluzioni sia nel bene che nell’incomprensibilità del male.
Molteplice. Tecnologica. Fragilità: rivoluzionaria nella sua duale indifferenza, teneramente e duramente immersa nella storia dell’intera umanità, come avvolta in un eterno ossimoro. Fragilità come lotta che si ripete nei rapporti fra l’uomo e il potere, fra capitalismo e natura, fra passività e ribellione. Fragilità salvifica nel tentativo di riconnettere le fratture e le contraddizioni ambigue dell’era moderna, della storia del sistema tecno-capitalistico e finanziario: spietato, cinico, scientificamente orientato, troppo spesso e per troppi aspetti, contro il bene stesso della collettività.
Questo saggio che Roberto Gramiccia, con lucida passione, ha redatto con l’attenta partecipazione di Ginevra Amadio, in realtà contiene due testi. Il primo riguarda l’esplorazione di quel che si agita “sotto la punta dell’iceberg”, come accennato in precedenza, ampliando e scavando nel profondo delle infinite sfaccettature il significato psicolinguistico del termine “fragilità”. L’altro, la seconda parte del saggio, compone un affascinante quadro a mosaico di fragili eroi che partendo da Enea e Spartaco, da San Francesco e Leopardi, da Kafka e Gramsci a Garrincha e Rosa Luxemburg e Simone Weil, si snoda fino alla storia più vicina a noi con Renato Caccioppoli e Pier Paolo Pasolini, Alda Merini, Stephen Hawking e molti altri. In sintesi, una vibrante molteplicità di donne e di uomini che hanno trasformato la propria fragilità in una straordinaria leva per rimanere, nascosti o scintillanti comete, come punti fermi nel liquido scorrere del tempo.
Per finire: questo testo di Roberto Gramiccia è un saggio sul quale meditare, sul quale tornare di tanto in tanto per ritrovare il filo rosso che lega ogni nostro momento di vita alla vita sociale, ai confusi destini del mondo.
